tailor made home

Nasce la casa sartoriale.

Da sempre la casa è una cosa unica, personale, non replicabile. Che sia di prestigio o semplicemente funzionale, la casa si presta alla personalizzazione più estrema ed essa nasce dall’incontro di un cliente destinatario di un luogo abitativo e un progettista capace di ascoltare, interpretare le richieste, i desideri. La casa è un viaggio nel tempo, è fatta di stagioni, di epoche ed emozioni, che devono trovare ospitalità e collocazione in un disegno personale che alla fine sia possibile chiamarlo “casa”. Ogni casa è un viaggio diverso dentro una donna e un uomo, dentro un cassetto dove si conservano i sogni. Oggi il mio studio di interior designer è diventato un ideale atelier, la mia professione paragonabile al “sarto” che con gessetto e metro, misura e cuce la casa sulla coppia, attorno alla famiglia. I campioni e le tirelle, gli album e i cataloghi, vanno ad assemblare la tavolozza per vestire i disegni che, come i cartamodelli, anticipano il nuovo look creato a misura per “loro”. Ogni volta è un viaggio con nuovi mondi abitativi da esplorare, ogni volta è un emozione da condividere e da assaporare.

La nuova casa sartoriale, il nuovo percorso professionale di Marco Brogiotti designer.

Giugno 2013

Viaggio a Berlino

Un taxi percorre le incredibili vie di Berlino, costeggiando ciò che resta del muro. Arriviamo ad Est, dove sembra che il mondo si sia risvegliato da poco. La sensazione è che ogni berlinese sia come un bambino, che corre e scopre la vita un po’ alla volta, con emozione e spavalderia, senza preoccuparsi di ciò che le sta intorno, tanto percepisci la libertà e la naturalezza con cui vivono la metropoli. Una sensazione nuova forse unica da vivere nella vecchia Europa. Le architetture essenziali ospitano luoghi commerciali dove si sperimenta senza paura, con grande libertà e soprattutto senza riferimenti, al punto che ogni cosa che vedo è un idea nuova da capire e maturare. Arte e Design si fondono con le proposte commerciali, luoghi che non hanno un unico riferimento di clientela ma che sono aperti a tutti liberamente. La neve e il freddo non congelano l’entusiasmo, non perdo l’occasione di girare Berlino con chi la conosce e ama mostrarla per le sue diversità. Qui rivivono i vecchi concetti commerciali che sembravano superati in nuove e sorprendenti formule, la bottega che ritorna a vivere nel suo spirito con contaminazioni tecnologiche, luoghi dove anche l’oggetto all’apparenza più inutile diventa tra le mani interessante ed emozionante, che sia nuovo o di recupero. Non si percepisce ne l’inizio ne la fine di questa immensa città, come non si ha idea di dove può arrivare la crescita e la sperimentazione, Berlino apparentemente luogo senza schemi, è un’incredibile fucina di idee.

Viaggio a Copenhagen

Il cielo, quando azzurro, quando carico di pioggia, mi accoglie al mattino tra le strade di Copenhagen, un risveglio a nord, in una città che parte piano, pare educata, quasi silenziosa. Caffè, aria fresca che muove le pagine di un giornale vicoli stretti tra storici palazzi vivacemente colorati, e poi l’arrivo in Østergade. Una porta annuncia Hay House. Le scale bianche, ovunque bianco, quasi a purificare la vista. Il legno naturale a terra vissuto con tracce di storia e ancora bianco, dove solo macchie di colore in ordine sparso catturano l’occhio, sono oggetti ovunque posizionati su superfici leggere in modo ordinato tanto da guidarti dentro il percorso del design che porta al futuro quello che ancora non conosco perfettamente ma intuisco. Sto bene. Oggetti che rallegrano, che si lasciano coccolare, che rassicurano, ma che stimolano e che immagini nel tuo letto, nel divano o a fianco ad una finestra della tua casa. Dalle finestre si sbirciano quadri della città in movimento, tetti e slanciate architetture si elevano al cielo, candelabri minimali sulla finestra danno calore e atmosfera, sensazioni di casa che non c’è ma che puoi liberamente immaginare. Hay House non solo un design store, ma idee ed emozioni  in movimento.

Marco Brogiotti per Quality Living Verona

Continua la collaborazione iniziata nel 2010 tra la Società Quality Living srl di Verona e il progettista Marco Brogiotti designer. Dopo la progettazione dello Store della centralissima piazza Viviani a Verona, presto aprirà il secondo punto vendita QL sul Lago di Garda a Lazise, sempre progettato dal designer, in collaborazione con la Società Veronese recentemente premiata a Chicago USA come punto vendita più innovativo del mondo nel settore retail sul tema della casa GIA 2013. A Maggio 2013 quindi il nuovo punto vendita a Lazise.

A Quality Living il premio Global Innovator Award GIA 2012-2013

Milano 7 Settembre 2012

Premio Global Innovator Award GIA 2012-2013

Quality Living lo Store dedicato alla casa di Piazza Viviani, 8 a Verona è stato premiato come il punto vendita più innovativo d’Italia 2012 – 2013.

La rivista Casastile e il Gruppo Sole 24 ore, che promuove in Italia l’edizione 2012 – 2013 del Global Innovator Award, “competizione internazionale riservata ai punti vendita di oggettistica, articoli per la casa, tableware e kitchenware che si distinguono per la capacità di introdurre elementi significativi di innovazione nelle modalità di esposizione, promozione e vendita dei prodotti e nelle modalità di relazione con la clientela”, ieri 6 settembre 2012 a Milano ha consegnato il primo premio assoluto al punto vendita Quality Living. Il premio è promosso dall’International Housewares Association e dall’International Home&Housewares Show in partnership con le più importanti riviste internazionali del settore.
Tra i venti finalisti lo Store veronese è stato definito e per questo premiato come il negozio più innovativo e significativo del panorama italiano. Pensato da Paolo Zanza, condiviso con Mario Fedrigoli, è stato progettato e organizzato dal designer Marco Brogiotti, che solo un anno fa ha raccolto la sfida posta dalla nuovissima Società Veronese che ha visto fondersi due importanti realtà del settore immobiliare come la Fedrigoli spa e la Zanza Immobili di Verona.
La giuria di esperti tra cui Alessi, Guzzini, ha decretato il vincitore italiano e lo ha premiato in occasione della Fiera Internazionale milanese MACEF.
Quality Living come punto vendita primo classificato, parteciperà al Gran Galà del GIA di Chicago a Marzo 2013 per rappresentare l’Italia alla finale del contest internazionale.

E’ necessario salvare l’atto gastronomico in cucina

di Marco Brogiotti designer

Grazie ad un’esperienza straordinaria che ancora viva in me parallelamente alla mia professione, Slow Food, ho scoperto l’arte e la sapienza gastronomica, i riti del convivio, il sacrosanto diritto del cibo ad essere visto, letto e mangiato come cultura di popoli, scienza e storia, arte e creatività, economia e motore per un’ecologia possibile. Nell’epoca del mobile minimale si è temuto il peggio, ed il pericolo non è ancora scampato, tutto si è ridotto a poco o nulla di utile alla gastronomia domestica, solo estetica e poco più condita di nulla. Poi dal mondo dell’elettrodomestico un risveglio, gli accessori professionali, gli acciai gli strumenti per risvegliare questo rinascimento gastronomico.

Sono arrivato alla conclusione di un percorso che mi ha convinto che per progettare una cucina non si parte dal tavolo da disegno, o dal tecnologico desktop, si parte dalla terra, quella bassa dove si pianta il seme, che poi con attenzione verrà accudito dall’uomo, a maturazione raccolto il frutto e fornito a mani sapienti che lo renderanno appetitoso, gustoso. Quando ho provato a disegnare nuovi elementi per cucina, ho dato una nuova interpretazione al concetto di gastronomia domestica, cibo come cultura, introducendo segnali di nuova gastronomia per semplici gastronomi di tutti i giorni. Slow Food mi ha insegnato che siamo tutti gastronomi, un po’ tutti gourmet, nella nostra cucina, ed abbiamo inconsapevolmente grandi responsabilità. Chi sceglie di cucinare cibi di qualità alimenterà chi fa prodotto di qualità, chi deciderà di ignorare la qualità, privilegiando la comodità, la velocità e talvolta il basso prezzo, alimenterà oggi chi ci propone di mangiare tristi versioni di cibo. E non è la stessa cosa per chi progetta e costruisce i mobili per cucina? Certo, chi non inserisce l’aspetto gastronomico nelle funzioni del mobile per la cucina, alimenta i salti in padella precotti, chi non da spazio sufficiente con piani di lavoro idonei alla preparazione degli alimenti non permetterà mai l’utilizzatore di provare ad impastare, tagliare amalgamare, modellare il cibo, insomma di regalarle il sogno di sentirsi una cuoca o un cuoco.

La responsabilità parte dal progettista, dal designer, transita per le aziende, giunge al venditore e si ribalta tutto di un colpo sulle spalle del “consumatore”.

Consumatore, certo questo è il soggetto che si è formato negli anni, ma anche l’industria del mobile da cucina deve prendere atto che dovrà trasformarlo in “coproduttore”, colui che collabora alla rinascita della cucina, che contribuisce al ripristino della cultura tra i fornelli, che stimola e sprona il venditore e le aziende produttrici stesse a conoscere le basi di tecniche di cucina perché si possano individuare i veri bisogni le vere funzioni per fare “vero cibo”. Dopo il “vero legno” è il momento di operarsi per promuovere nelle cucine il “vero cibo”, ecco che i nostri spenti show room potranno godere di un nuovo modo di concepire l’ambiente cucina, interattivo, educativo piacevole e divertente, promuovendo cibo “buono, pulito, giusto! Che tornino le credenze, le madie e le dispense, ma anche gli spazi per i libri di Pellegrino Artusi, di Brillat-Savarin e Carlo Petrini oltre ai ricettari regionali e della tradizione. Il design italiano può rinascere con nuove basi, offrire qualcosa in più, qualcosa che non è clonabile altrove. Bene oggi in una nota rivista internazionale dove il popolo dell’Italian-design è posto a censimento, ho preso coraggio e di cinquantasei designer mi firmo ”designer gourmand” si come “goloso”, ma anche come gastronomo, sensibile alla causa del cibo e della cucina a tutto tondo.

mrc

Designer Gourmand

Marco Brogiotti è un designer che opera nel settore italiano del mobile e dell’arredamento dal 1989 progettando arredi seriali e su misura per aziende industriali e atelier sartoriali di alta falegnameria. La formazione tecnica e professionale percepita nei laboratori artigianali e a fianco alle linee industriali, si fonde presto con la creatività, esercitata in anni di studi artistici che hanno sviluppato profondo spirito critico. Il contatto con la realtà di filiera, dalla produzione al consumatore, è servito al designer per comprendere cosa si aspetta l’azienda, il venditore, e il fruitore del prodotto o del servizio offerto.

La cucina  e la progettazione sono nel dna di Marco Brogiotti designer.

Un professionista che in ventitre anni ha incontrato tante aziende e partners consapevoli che, insieme, è possibile, collaborare migliorare e crescere.